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Il ricamo giapponese tradizionale per Stefania Bressan - Conoscersi meglio estendendo i propri orizzonti

  • Immagine del redattore: Giovanna Catanzaro
    Giovanna Catanzaro
  • 10 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Ci sono fili che connettono le zone geografiche più disparate. Quelli del ricamo giapponese tradizionale ne sono  un esempio. Prima informatica, poi ricamatrice. Prima allieva, poi insegnante. Con le sue abilità manuali e le sue capacità relazionali, Stefania Bressan trasmette ai suoi allievi lo spirito di un’arte antica in cui l’impegno, la concentrazione e il superamento dei propri limiti affiorano con la lucentezza della seta. 


È la foto di un ricamo giapponese tradizionale eseguito da Stefania Bressan chiamato Embroidery Sculpture e ritrae onde stilizzate con fiori di pruno, ciliegio e crisantemi
Embroidery Sculpture - Onde stilizzate, fiori di pruno, ciliegio e crisantemi

Scoprendo il ricamo giapponese tradizionale hai scoperto un nuovo mondo.


Mi sono imbattuta in quello che, nella lingua giapponese, è chiamato , ovvero un percorso caratterizzato da un progresso continuo e in cui si impara tanto, anche della propria interiorità.  


Ad esempio…?


Oltre ad eseguire il ricamo in sé, ho capito che non ha senso sopravvalutare o sottovalutare un lavoro facendo dei pronostici su quanto tempo servirà per completarlo. Il solo pensiero della scadenza distrae. 


La concentrazione, invece, è un’alleata fondamentale, così come la calma. Una volta trovata dentro di te, si riflette sul lavoro. 

Foto del ricamo chiamato Eternal Grace. Il ricamo giapponese tradizionale eseguito da Stefania Bressan  ritrae una giovane donna (che veste un kimono) mentre guarda un fiore caduto meditando sulla fugacità delle cose
Eternal Grace - Una giovane donna guarda a un fiore caduto meditando sulla fugacità delle cose

Per dirlo con le parole del Maestro Iwao Saito, 


lo spirito si esprime attraverso le mani.


Un lavoro in cui sono previste imperfezioni.


E anche quelle vanno accettate.


Hai menzionato il Maestro Saito. 


È stata una figura centrale nella diffusione del ricamo giapponese tradizionale. Fondando il suo laboratorio negli anni ‘70, ha reso accessibile a molti una forma d’arte sino a quel momento tramandata solo oralmente. 


Dopo quasi vent’anni, i suoi eredi hanno istituito il Japanese Embroidery Center, dando un’ulteriore risonanza all’opera del maestro e formando nuovi insegnanti a livello internazionale. 


Il tuo maestro è un suo nipote, mi dicevi. 


Sì, Arata Tamura, che ho incontrato in occasione dell’esame di abilitazione. Mi sono sentita parte di un’estesa comunità internazionale. È stato gratificante perché da un lato ho raccolto i frutti di diversi anni di studio; dall’altro, i miei orizzonti si sono estesi verso tutto quello che potrei ancora imparare.


Foto di un ricamo giapponese tradizionale eseguito da Stefania Bressan chiamato "Final Dress Up". Si tratta di foglie d'acero in autunno.
 Final Dress Up - Foglie d'acero in autunno

Quanto è antica quest’arte? 


L’esemplare più datato risale al 622 d.C. 


A partire dal periodo Heian (794-1185 d.C.), viene usato per decorare gli abiti delle Dame di Corte. Allora il nihon shishu  (日本刺繍) era ad appannaggio esclusivo di quel gruppo sociale. D’altronde solo i ranghi più alti della società potevano permettersi di pagare un lavoro così costoso. 


Un lavoro basato sull’uso della seta…


…che inizia da 12 fili più sottili (suga) per creare fili spessi, lisci o ritorti, e per  mescolarli, volendo, con fili metallizzati. Con un un mix di esperienza e fantasia, puoi sbizzarrirti come vuoi. 


Foto di un ricamo giapponese tradizionale eseguito da Stefania Bressan chiamato Tenchi Ujo e rappresenta il ciclo della natura e degli esseri viventi.
 Tenchi Ujo - Il ciclo della natura e degli esseri viventi

Cosa possiamo comunicare tramite un ricamo?


Diciamo che dietro la scelta dei disegni e dei colori esiste un linguaggio non scritto. Ad esempio, accanto a segni onorifici o beneauguranti (come la peonia), puoi evocare l’arrivo di una stagione o una particolare atmosfera tramite l’uso di specifiche tonalità. 


Il pezzo di ricamo che ricordi con più affetto.


È la cosiddetta “fase 10”: due ventagli in lamelle di cipresso utilizzate nella corte imperiale nel periodo Heian. Per tradizione, vengono dipinte e decorate con foglia d’oro e sono ancora oggi utilizzate per occasioni eleganti e formali. Realizzando questo ricamo, sono diventata insegnante.


Prima di visitare l'angolostefania.it, osserva le sue mani alle prese con questo ricamo. ♥️




2 commenti


Stefania Bressan
Stefania Bressan
10 nov 2025

Tendenzialmente verbosa, ho particolarmente apprezzato la tua guida nel ripulire, selezionare e condensare i miei pensieri fino a raggiungere il concentrato della mini intervista. Ascoltatrice attenta, hai la capacità di cogliere l'essenziale e inserirlo nel giusto contesto. E' stato un piacere essere intervistata da te!

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Giovanna Catanzaro
Giovanna Catanzaro
11 nov 2025
Risposta a

È stato un piacere intervistare te, Stefania. Grazie per avermi accompagnata in questa esplorazione lampo di un'arte tanto antica quanto affascinante. Il prossimo passo sarà per me mettere le mani in pasta! 🤩😁💗 Un abbraccio

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