Quando un’operatrice shiatsu incontra una copywriter - Il backstage di un’interazione umana
- Giovanna Catanzaro

- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Cosa fa lo shiatsu, per chi e perché?
Queste sono state le prime domande che ho posto all’operatrice shiatsu Lucia Pennacchia per intraprendere il viaggio verso la definizione della sua marca personale.
Può sembrare strano cominciare un percorso facendo una pausa. Eppure, il “per chi” è la prima cosa da chiarire: il primo stop imposto (ma necessario) al tuo flusso di pensieri.
Quello che crei col tuo copywriter, infatti, non è un messaggio nella bottiglia affidato al mare con la speranza che giunga a destinazione, ma la trasmissione di un’intenzione. È una missione condivisa con determinate persone, non altre.
Queste persone, il grande chi, sono accomunate dalla voglia di stare bene, e formano il macrogruppo a cui vuole rivolgersi Lucia.

Poi, quel grande chi - allineato al desiderio di “stare bene” - si frammenterà nei tanti modi di intendere il benessere, il proprio corpo, il proprio tempo.
Dalle routine impeccabili alla traduzione umana dei quadri di Kandinsky,
da chi è già orientato all’Oriente - concedimelo - a chi guarda con scetticismo tutto ciò che profuma di “altro”.
Da chi è consapevole di avere un problema a chi non lo è.
Se volessimo fermarci a questa prima distinzione, verrebbero fuori sei testi (come minimo).
Il filo conduttore? È Lucia, il suo approccio allo shiatsu, il modo in cui interagisce con le persone, la sua professionalità.
Puoi adattare tutto questo anche alla tua attività, ma condivido altre due riflessioni bonus e “neutre” che valgono, secondo me, per qualsiasi copy:
i dati di fatto servono solo se connessi ai bisogni e desideri di chi legge. Non carichiamo il potenziale cliente di teoria. No lectio magistralis. Piuttosto, trasformiamo ciò che caratterizza la tua attività in benefici per quell’essere umano meraviglioso che aspetta a te;
evitiamo le formule strausate. “Concediti una pausa” e “regalati un momento di relax” sono spalmate ovunque, e - ahimè - non sono degli avrah KaDabra. :P

Anche di questo ho parlato con Lucia.
Con lei tutto è iniziato da un caffè.
Il backstage, in fondo, inizia sempre da una conversazione.




Commenti